lunedì 16 febbraio 2015
domenica 15 febbraio 2015
sabato 14 febbraio 2015
Nerocavo di Stefano Donno (Lupo editore) domani 15 febbraio 2015 a Lecce da Angels Ristorante
Overeco Academy and
Workshop, Arcadia Lecce, organizzano la presentazione di Nerocavo di Stefano
Donno (Lupo editore) il 15 febbraio 2015 ore 18,00 presso le sale dell’Angels
Ristorante (accanto Hotel Zenit) Via
Adriatica, Angolo Via Ferrando a Lecce . Ci sarà l’inaugurazione della personale
di pittura di Paola Scialpi ispirata al volume (dal 15 al 22 febbraio 2015) e assaggi in tonalità di NEROCAVO
reinterpretati dallo chef Angelo Colelli. La serata sarà introdotta dal critico d’arte Dott. Toti Carpentieri. Parteciperà
anche l'editore Cosimo Lupo.
nerocavo è una raccolta
poetica densa, stratificata, una vera e propria catàbasi negli strati più
profondi della vita. L’intero corpo poetico è l’allegoria di un viaggio
interiore per versi che l’autore compie in bilico tra l’esoterico e
l’essoterico, ovvero il salto di coscienza da uno stato esistenziale in cui si
ha la consapevolezza della fine di ogni cosa, alla trasmutazione in un’altra
dimensione spirituale, già proiettata verso l’eternità. Ma il percorso non è
esente da ostacoli, e i versi sembrano poi improvvisamente deviare, quasi ad
assumere una propria e autonoma intelligenza tanto da disegnare un’altra
geografia emozionale che riscrive una destinalità diversa, che ripete
all’infinito se stessa, quasi fosse un eterno “initium”. Nerocavo (omaggio alla
poetica dell’autore Enzo Mansueto), è impreziosito dalle opere dell’artista
Paola Scialpi, dalla prefazione di Alessandra Peluso e dalla post-fazione di
Vittoria Coppola.
Stefano Donno (1975) si
è laureato nel 2005 in Filosofia presso l’Università degli Studi di Lecce. Sue
poesie sono inserite in numerose antologie e suoi articoli e saggi sono apparsi
su importanti riviste nazionali e internazionali. Pubblicazioni: Sturm and Pulp
(Lecce, 1998); Edoardo De Candia, considerazioni inattuali (Lecce, 1999); Se
Hank avesse incontrato Anais (Lecce, 1999); Monologo – + (Copertino, 2001);
Sliding Zone (Lecce, 2002); L’Altro Novecento – giovane letteratura salentina
dal 1992 al 2004 (San Cesario, 2004); Ieratico Poietico (Nardò, 2008); Dermica
per versi (Faloppio, 2009); Mendica Historia (Lecce, 2010); Corpo Mistico
(Roma, 2010); Prezzario della rinomata casa del piacere (con Anna Chiriatti,
Martignano, 2011); A Sud del Sud dei Santi a cura di Michelangelo Zizzi (2013, Faloppio).
Paola Scialpi, artista
salentina, ha esposto nella sua carriera pluri-quarantennale nelle più
importanti gallerie d’Italia: dallo Studio D’Ars di Milano alla Galleria d’Arte
La Scaletta di Matera. A livello internazionale ha esposto negli Emirati Arabi
Uniti presso lo Shariah Art Contemporary Museum e a New York presso la Broadway
Gallery. Autrice di saggi sull’intercultura, di recente è stata inserita nel
catalogo curato da Luciano Caramel per Giorgio Mondadori dal titolo Mille
Artisti a Palazzo. Attualmente dirige l’Overeco Academy e Workshop in via
Casetti 2 a Lecce.
“Quel nero senza fine e
ancora nero // che sprofonda e scurisce il cuore// nero se di luce non splende
// che nero lo strappo tende per sempre // nero che nella mente s’addolcisce//
nero dunque ormai spasmo puro // s’addice al nero la vita che imparo //
l’abisso nero che è fiele allo sguardo [...]”
Info
Info / Percorsi di donna – http://paolascialpi.blogspot.it/
Angels Ristorante
- Via Adriatica ang. Via Ferrando, 73100 Lecce
Pagina Facebook - https://www.facebook.com/pages/Angels-Restaurant/146401138752684
Arcadia Lecce - http://www.ordoequestristempliarcadia.it/
venerdì 13 febbraio 2015
I papi di Avignone - Un secolo in esilio di Edwin Mullins (Odoya). In uscita il 26 febbraio 2015
Per capire
profondamente la natura del potere, la storia Medievale è un’utile cartina di
tornasole. In particolare le motivazioni e i fatti che hanno accompagnato la
cattività avignonese del papato mettono particolarmente a nudo le dinamiche del
potere. Mullins si focalizza su due versanti: crescita del sobborgo di Avignone
e monumenti ancora visitabili nella sede provvisoria del papato e fatti
salienti (e sfiziosi) del periodo di “trasferta” della sede papale. Sette papi
di cui due antipapi, cioè papi non eletti da procedure canoniche, si successero
al soglio di Pietro in quel di Avignone. L’ultimo papa romano prima della
cattività fu Bonifacio VIII, noto per la sua collocazione nell’inferno di Dante
e per la bolla Unam Sanctam, che sanciva (o tentava di farlo!) la supremazia
del potere spirituale su quello temporale. Benedetto Gaetani, ovvero Bonifacio
VIII, aveva svariati nemici, tra questi il re francese Filippo IV e la famiglia
Colonna, che contava due potenti cardinali: Giacomo e Pietro. Per il rischio di
scomunica (una scomunica di fatto già scritta e allora piuttosto temibile) il
re francese volle intimidire con l’umiliazione di Anagni papa Gaetani. Fu
quindi facile per il bel sovrano, che aveva dimostrato che l’Italia non era un
posto sicuro, promuovere una “propria” sede pontificia: Avignone. Il primo papa
avignonese fu Clemente V, notoriamente un burattino nelle mani del re di
Francia. Le figure dei papi avignonesi furono differenti tra loro e
protagonisti anche di episodi edificanti, come la fondazione di svariate
università, l’attacco al nepotismo (dei papi avignonesi precedenti) di
Benedetto XII, la coltura di nuove vigne grazie all’amore di papa Giovanni XXII
per il vino, la costruzione di palazzi meravigliosi e l’implemento delle opere
caritatevoli, ma, di fatto, gli anni in cui la sede della Chiesa fu ad Avignone
il potere temporale (difeso con la violenza) e soprattutto il vil denaro furono
in cima alle preoccupazioni dei pontefici. Non a caso la cattività avignonese è
stata anche definita “babilonese”: conti alla mano, Mullins spiega come i papi
fecero allora letteralmente tesoro del potere del soglio di Pietro, tassando le
stesse prebende che concedevano, vessando i francescani spirituali (che erano
pauperisti per antonomasia) e distruggendo il potente e danaroso ordine dei
templari per incamerarne i cospicui beni terreni. Non fu un caso neanche il
fatto che due sommi poeti “politicizzati” come Dante e Petrarca fossero acerrimi
nemici del papato avignonese. Insomma un testo che si legge d’un sorso, ricco
di “gossip storici” e di riferimenti a un passato che ha effetto nel presente,
almeno nella splendida città di Avignone.
Edwin Mullins è
scrittore, giornalista e cineasta britannico. Dopo la laurea a Oxford ha
collaborato con il Sunday Telegraph e il Daily Telegraph in qualità di
corrispondente d’arte. Vive tra Londra e la Provenza. Tra i suoi numerosi libri
di argomento religioso: Cluny e Il pellegrinaggio a Santiago de Compostela
(Bruno Mondadori 2004). Ha già pubblicato per Odoya Camargue. Paesaggio
dell’immaginario (2013).
giovedì 12 febbraio 2015
mercoledì 11 febbraio 2015
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