Stigmatizzato, veggente gratificato
dall'incontro con la Madre di Dio e con Gesù, in contatto anche con
Esseri di altri mondi, coinvolto nel tanto discusso problema del terzo
segreto di Fatima, impegnato in prima persona in opere sociali e nella
lotta alla mafia: tutto questo, e altro ancora, è Giorgio Bongiovanni.
Nato nel 1963, oggi è un uomo nel pieno della sua maturità: un
personaggio scomodo per alcuni, positivo e foriero di speranze per
altri. Certamente un simbolo, una presenza che non lascia indifferenti.
Il valore della sua esperienza è soprattutto quello di testimonianza.
Il convincimento che non siamo soli nell'universo, il messaggio di
pace, amore e cooperazione rivolto ancora una volta instancabilmente
dalla Vergine all'uomo, l'immanenza del Mistero, l'attualità del
sacrificio di Gesù, il ruolo della sofferenza, la necessità che ognuno
di noi si carichi della propria croce e si schieri con coraggio dalla
parte del Bene: tutto questo fa parte dell'esperienza di Giorgio
Bongiovanni e costituisce il messaggio che egli sa di dover diffondere.
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mercoledì 28 settembre 2011
domenica 26 giugno 2011
2012: fine del mondo o fine di un mondo? di Paola Giovetti (Edizioni Mediterranee)
La fine del mondo è stata annunciata più volte: tutti - per citare l'esempio più famoso - abbiamo certamente presenti le ansie millenaristiche suscitate dal celebre "Mille non più Mille" che riempì di terrore i popoli per poi rivelarsi una bolla di sapone. Non essendo il mondo finito nell'anno 1000, si pensò che lo sarebbe stato nel 1033, millesimo anniversario della morte del Signore. Ci furono carestie e disordini vari, ma il mondo non finì. In tempi a noi vicinissimi abbiamo avuto la scadenza dell'anno 2000 che ha suscitato altri - seppure assai più pacati - timori. Passato senza eccessivo danno il 2000, ecco incombere il 2012, che secondo il calendario Maya dovrebbe segnare la fine dei tempi. E se scamperemo quello, sarà presto in agguato il 2033 (gli anni del Signore più duemila), preannunciato come fine del mondo nel libro Le profezie di Papa Giovanni di Pier Carpi. Possiamo dar credito? Dobbiamo preoccuparci? Le varie Apocalissi finora annunciate non si sono fortunatamente rivelate veritiere. Che pensare allora del 2012? Una minaccia, un monito, un avvertimento? Forse il simbolo - uno dei tanti - delle paure ricorrenti dell'umanità?
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