In tutto, la prima fonte del Sacro Graal, da cui letterariamente nasce l'avventura e il mistero del calice di Gesù, è racchiusa in un piccolo nucleo di romanzi prodotti in non più di una cinquantina d'anni (dalla seconda metà del XII secolo alla prima del XIII). Eppure da allora se ne parla e l'incidenza e l'influenza di questa figura mitica persistente - e cangiante: di volta in volta calice, piatto, pietra e altro ancora - dura quanto l'intero arco della civiltà occidentale europea. Oltre che la fantastica cerca (i suoi episodi, le sue fonti, i suoi diversi significati) l'oggetto di questo vastissimo studio è appunto quella domanda: come mai una così ingombrante e radicata presenza? Per rispondere l'autore compie del Graal un'esplorazione spettacolare, minuziosa, spericolata verrebbe da dire per la quantità di luoghi visitati (cartacei, ideologici, religiosi, geografici, storici, letterari). Renda è uno studioso di impostazione Junghiana, per cui a sorreggere il suo sforzo di ricerca di una vastità più unica che rara, vi è la considerazione del Sacro Graal come di una realtà, poiché ogni fenomeno psicologico è vero e reale per lo psicologo analitico; una realtà viva più di un oggetto materiale, per la sua ricchezza di cause e circostanze, nell'universo dell'Inconscio collettivo.
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mercoledì 10 agosto 2011
sabato 6 agosto 2011
Indagine sul Santo Graal di Jessie Laidlay Weston (Sellerio)
La leggenda del Graal, la mitica coppa contenente il sangue di Cristo morente, è la più diffusa delle storie che formano il ciclo di Re Artù. Quest'indagine appassionata ne ricerca le fonti.
Jessie Laidlay Weston studiosa di medioevo e filologa profondamente impressionata dalla teoria della unica grande religione primitiva, diffusa dal capolavoro di James G. Frazer Il ramo d'oro, ne applicò i presupposti nelle indagini sui miti e gli archetipi della letteratura (Leggende e drammi wagneriani, Re Artù e i suoi cavalieri, Carlo Magno e i suoi Pari) e soprattutto in questo celebre e fondamentale studio sulle origini della leggenda del Santo Graal, fatta risalire alla conservazione e metamorfosi nel Cristianesimo di antichi rituali di fertilità tramandati nelle forme nuove di poemi: «Il Graal ci offre una versione romanzesca di quella figura strana e misteriosa che si aggira nell'oscuro passato dei nostri progenitori Arii. È solo nell'accettare l'ipotesi di una antica e intima connessione tra il Cristianesimo e i misteri pagani, che noi troveremo la chiave di interpretazione del mistero del Graal».
Jessie Laidlay Weston (1850-1928), studiosa di medioevo e filologa, giunse a una pionieristica impostazione interdisciplinare che riuniva alla filologia le nuove discipline dell’antropologia, dello studio del folklore, della magia, della iconografia simbo
Indagine sul Santo Graal di Jessie Laidlay Weston
Traduzione di Laura Forconi Ferri
Introduzione di Attilio Brilli
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